Cisl Medici Lazio

La Cisl Medici Lazio rappresenta la sezione regionale della Cisl Medici. L'adesione è libera e possono aderire tutti i medici dipendenti, convenzionati, libero professionisti e specializzandi. 

La Storia

Nei primi anni Cinquanta fu costituita nella Cisl la Federmedici, che riuniva i medici degli Enti mutualistici e del Parastato, molti dei quali svolgevano anche l’attività di specialisti ambulatoriali.

I Contratti

In questa sezione è possibile trovare tutte le notizie relative ai riferimenti normativi che regolano i contratti di lavoro, nonchè i contratti nazionali che si sono susseguiti nel tempo.

Le News

Un rapido sguardo ed una sintesi della nostra attività istituzionale a vostra disposizione per essere consultate. Qui troverete anche notizie su avvenimenti, appuntamenti, iniziative e curiosità.

News

18 settembre 2019

L'iniziativa della CISL medici del Lazio citata nell'intervista

http://www.opinione.it/societa/2019/09/16/vanessa-seffer_giuseppe-caroli...

16 settembre 2019

Segreteria Regionale del Lazio
 Il Segretario Generale
 
Assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria
della Regione Lazio
Dott. Alessio D’Amato

 

 

Oggetto: costituzione di parte civile da parte delle Aziende del SSR contro quanti si macchiano di atti di violenza all’interno delle strutture sanitarie del Lazio

 

 

Roma, 16 settembre 2019

 

 

Onorevole Assessore,

la Cisl Medici Lazio ha recentemente richiesto un parere legale relativo alla legittimazione alla costituzione di parte civile delle Aziende Sanitarie nei procedimenti penali instaurati nei confronti degli autori di reati di violenza fisica e verbale a danno dei medici dipendenti del SSN, perpetrati durante lo svolgimento del servizio presso le predette strutture. 

Secondo il Giurista “l’istituto della costituzione di parte civile è previsto dal codice penale e dal codice di procedura penale a beneficio dei soggetti cui il reato ha arrecato pregiudizio e che intendano richiedere la restituzione del maltolto e il risarcimento del danno (artt. 74 c.p.p. e 185 c.p.).

Il legislatore ha inteso tutelare la possibilità di esercitare l’azione civile nel processo penale a tutti i soggetti, lesi dal reato, che facciano valere una specifica pretesa risarcitoria, in relazione a determinati, beni, patrimoniali e non patrimoniali, diritti soggettivi ed attività.

Come insegnano gli arresti giurisprudenziali in materia, la platea dei legittimati a promuovere l’azione di parte civile non è limitata al soggetto passivo del reato, nella fattispecie il medico vittima della violenza, ma è esteso a tutti i danneggiati che abbiano riportato un pregiudizio eziologicamente riferibile all’azione od omissione dell’autore del reato. 

In altri termini, tale rapporto di causalità tra reato ed evento dannoso può essere fatto valere anche nel caso in cui il reato, pur non avendo direttamente generato il danno, ha determinato uno stato di cose produttivo del pregiudizio che in assenza del reato non si sarebbe verificato (Cassazione Penale sent. 23288/2014; sent. 23288/2014).

Orbene, non vi è dubbio che le aggressioni fisiche e le violenze realizzate a danno del personale sanitario comportino, oltre al pregiudizio diretto in capo alla vittima anche un danno conseguente in capo agli enti del SSN, quali datori di lavoro, che si trovano privati temporaneamente o definitivamente, nei casi più gravi, della prestazione del professionista e sul piano non patrimoniale vedono lesa la propria sfera giuridica di ente esponenziale della collettività.

Le Aziende Sanitarie, oltre a vedersi deprivate sul piano patrimoniale ed organizzativo della prestazione lavorativa della persona offesa dal reato, subiscono, in conseguenza dei reati perpetrati a danno del personale medico dipendente una vera e propria lesione alla propria finalità istituzionale di tutela della salute pubblica, oltre ad una evidente lesione dell’esercizio di un pubblico servizio.

In buona sostanza, il danno non patrimoniale, conseguente al reato, consiste nella lesione dell’interesse costituzionalmente protetto alla tutela della salute, quale bene primario collettivo, alla cui salvaguardia le Aziende del Servizio Sanitario Nazionale sono istituzionalmente deputate.

Sul piano processuale, quindi, gli enti sanitari sono pienamente legittimati a far valere la pretesa risarcitoria con lo strumento della costituzione di parte civile, onde ottenere il pieno ristoro del pregiudizio patrimoniale, consistente nel lucro cessante connesso alla perdita della prestazione lavorativa del dipendente fisicamente leso dall’aggressore, e del danno non patrimoniale costituito dalla lesione alla funzione esponenziale propria della struttura nei termini sopra delineati.

In senso favorevole alla costituzione di parte civile degli enti esponenziali della collettività si è espressa, come evidenziato, anche con recenti arresti, la giurisprudenza di legittimità ( e plurimis Cass. 6380/2017).

Si può dunque affermare che le Aziende Sanitarie siano titolari della legittimazione a costituirsi parte civile in seno ai procedimenti penali azionati a carico degli autori di reati commessi nei confronti del personale sanitario dipendente del Servizio Sanitario Nazionale sia in qualità di datori di lavoro della persona offesa, che nella veste di enti esponenziali di interessi e finalità costituzionalmente garantite, quali, appunto la tutela della salute pubblica.

In conclusione la Cisl Medici Lazio chiede pertanto all’Assessore alla Sanità e integrazione Socio-Sanitaria Alessio D’Amato, che ha già dimostrato di essere attivo nelle iniziative legate al tema violenza sugli operatori sanitari, di farsi promotore nell’ambito delle sue competenze di ogni opportuna ed ulteriore iniziativa tesa a facilitare l’immediata costituzione di parte civile da parte delle Aziende del SSR contro quanti si macchiano di atti di violenza all’interno delle strutture sanitarie del Lazio.

 

 

 

Il segretario generale Cisl Medici Lazio

Dott. Luciano Cifaldi

 

4 Settembre2019

Intervista al segretario generale del Lazio Dott. Luciano Cifaldi, "Basta con la violenza sui sanitari".

 

 

 

 

 

6 Febbraio 2019

Interviste al segretario nazionale aggiunto dott.Zampetti ed al segretario di Roma capitale e Rieti dott.Magliozzi

 

 

 

 

 

23 NOVEMBRE 2018

SCIOPERO NAZIONALE DEI DIRIGENTI MEDICI E SANITARI

Per difendere il nostro SSN, per un contratto scaduto da quasi 10 anni

Giugno 2018 Papotto : "Perchè rischiare la vita per curare"

http://www.opinione.it/societa/2018/06/19/vanessa-seffer_biagio-papotto-...

Maggio 2018

NUOVI CORSI F.A.D. accedendo all'area riservata nuovo corso f.a.d ECM

 

 

 

Settembre 2017

In mattinata il segretario della Cisl Medici di Roma e Rieti dott. Benedetto Magliozzi ha firmato l’accordo in Regione. Oltre 1000 precari che saranno stabilizzati nel Lazio oltre 140 commissioni concorsuali entro il 31-12-2017 tanti colleghi avranno un posto a tempo indeterminato !!! Un successo della cisl medici e degli altri colleghi di viaggio delle altre sigle!!

Giugno 2017

IV Congresso Nazionale Cisl Medici 8-9-10 giugno 

Si è svolto a Roma il nostro congresso Nazionale, sono intervenuti 160 delegati dalle varie regioni d'Italia, e stato eletto in segretario Generale Biagio Papotto, il segretario Aggiunto Maurizio Zampetti, e la segreteria nazionale Giuseppina Fera, Francesco Quadraro, Annalisa Bettin. E' stato eletto il nuovo consiglio generale nazionale ed il nuovo esecutivo per il Lazio oltre a Maurizio Zampetti in esecutivo sono stati eletti Luciano Cifaldi, Maurizio Capogrossi, Giuseppe Imperoli e Benedetto Magliozzi. Sulla pagina facebook e twitter di cisl medici e cisl medici lazio troverete immagini e video della manifestazione.

 

Maggio 2017

Corso ECM il 27 Maggio 2017 a Roma dettagli su congressi-convegni

APRILE 2017

NUOVI ECM FAD è possibile effettuare i corsi di formazione a distanza per l'anno 2017 2018 per dettagli nell'area riservata accesso FAD

 

FEBBRAIO 2017

Roma, 13 febbraio 2017
Con una lettera congiunta alla Ministra della Salute Beatrice Lorenzin e al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti le sigle sindacali del lavoro pubblico e dei medici di Cgil, Cisl e Uil (Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Fp Cgil Medici, Cisl Medici e Uil Medici) e l’Anaao Assomed di Roma e del Lazio lanciano un appello: “Senza assunzioni nel 2018 il Lazio dirà addio alla sanità pubblica”. E si danno appuntamento il 2 marzo per un’assemblea che apra il dibattito alla società civile, per scongiurare quello che definiscono un “vero e proprio smantellamento del sistema sanitario pubblico”.

 

“Il Lazio, la cui sanità affronta un commissariamento e un piano di rientro durissimo, - argomentano nella lettera - in questi anni ha pagato il prezzo più alto in un sistema già di per sé pesantemente colpito dai tagli lineari alle risorse e al personale: perso più del 19% del contingente totale, oltre 10mila operatori in meno solo tra il 2006 e il 2015, ed età media sopra i 52 anni. Dati ben più negativi di quelli, già preoccupanti, del resto del Paese. E il peggio, qualora il Governo non cambiasse orientamento, è alle porte. Il documento redatto dall’esecutivo ed attuativo di un sistema di standard inaccettabili per il calcolo del personale, mette nero su bianco una prospettiva magra: non più di 300 assunzioni tra il 2016 e il 2018, contro le 3.500 del piano regionale”.

 

“Senza un passo indietro nel 2018 la perdita totale – aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl, Anaao Assomed, Fp Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Medici - raggiungerebbe le 15mila unità, con un contingente di personale che passerebbe dai 50mila operatori del 2006 a poco più di 35mila”.

 

“Un simile scenario metterebbe la parola fine alla sanità pubblica in questa regione. Non staremo a guardare – concludono - e metteremo in campo una larga mobilitazione sociale in difesa del pilastro del nostro welfare”.

 

1° Gennaio 2017

Care colleghe e cari colleghi augurandovi buon Anno vi comunichiamo che nei prossimi giorni avranno luogo le assemblee e le elezioni delle segreterie aziendali  e delle delegazioni congressuali, vi invito pertanto a prendere contatto con le vostre segreterie per ulteriori informazioni su data e luogo delle assemblee. Buon  Anno a tutti.

8 Novembre 2016

L'8 novembre 2016 presso la VII commissione del Senato si è svolta un audizione delle organizzazioni sindacali, per la Cisl Medici era presente il dott. Benedetto Magliozzi che ha rappresentato ai Senatori presenti la soddisfazione per l'auspicabile soluzione dell'ormai annoso problema del riconoscimento del lavoro svolto di medici specializzandi del periodo 1978-2006.

Durante l'audizione la Cisl ha ribadito la necessità di estendere a tutti i medici, non solo a quelli che hanno presentato domanda giudiziale, il diritto di avere l'indennizzo monetario non tassabile o in alternativa, a scelta dell'interessato, il riconoscimento dei contributi figurativi per la durata del corso di specializzazione.

Con questa doppia soluzione si riconoscerebbe finalmente un diritto negato per tanti anni, si metterebbe fine ad un contenzioso giudiziario che ha creato un super lavoro per i tribunali nonchè un esborso enorme per le casse dello stato, si darebbe la possibilità di un pagamento nel tempo del dovuto, ove prevalesse la scelta della contribuzione figurativa, da parte delle casse pubbliche.

Nella speranza che le nostre richieste, condivise anche dalle altre sigle presenti, siano ascoltate e messe in atto, la CISL Medici continuerà a seguire l'iter del disegno di legge 2400 rimanendo sempre disponibile al dialogo finalizzato alla soluzione del problema.

 

1 settembre 2016

La Cisl Medici Lazio partecipa al dolore della famiglia Lala per la scomparsa di Roberto, Presidente dell'ordine dei medici-chirurghi ed odontoiatri di Roma e provincia e si unisce nel ricordo di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di apprezzarlo anche come sindacalista.

 

 

 

Marzo 2016 

Dichiarazione del segretario regionale generale sull'atto aziendale della Roma 2....

TUTTE LE NEWS SU ATTIVITA SINDACALE REGIONALE 

 

 

 

Un rapido sguardo ed una sintesi della nostra attività istituzionale. 29 novembre da quotidiano sanità  Mobilitazione medici. Cifaldi (Cisl Medici): “Riempiamo le piazze per avere maggiore visibilità”

 

Gentile Direttore,
non suoni come una forma indiretta di piaggeria ma la testata da Lei diretta è stata una delle pochissime a dare un resoconto dettagliato e non strumentale della manifestazione che la categoria medica ha svolto ieri a Roma. Sia stamane sia nei giorni passati Lei ha dato voce ai segretari nazionali delle varie organizzazioni sindacali, raccogliendone il pensiero e le motivazioni della protesta. In mattinata Cgil-Cisl-Uil hanno fatto una bella camminata per Roma per il pubblico impiego nella sua globalità. Poi noi medici ci siamo ritrovati insieme agli altri sindacati medici raccolti nella splendida cornice di una delle tante splendide piazze romane.
 
Vabbè non eravamo tantissimi ma non si può dire che noi medici siamo i campioni delle manifestazioni di protesta...Vabbè non abbiamo urlato slogan contro il governo del non eletto ma noi medici non siamo i campioni degli slogan urlati e abbiamo dato voce sul palco non ai vertici sindacali ma ai giovani, ai precari, ai precari più precari di altri in quanto titolari di contratti atipici, ai Colleghi dell'emergenza e a quanti hanno avuto l'opportunità e l'occasione di dire cose sensate. Magari eravamo pochi in questa Roma blindata dalle forze dell'ordine (grazie a voi tutti che indossate una divisa!) ma c'era una voglia di ritrovarci insieme. Potrei quasi affermare, se non fosse per le preoccupazioni di questo momento storico, che ieri c'era poca rabbia, poca rassegnazione nei presenti ma anche un pò della allegria da scampagnata romana.

Stamane, al mio risveglio, una triste sorpresa. Mi collego alla chat della Cisl Medici Lazio e...riporto testualmente il pensiero dei Colleghi: "Ma nessun giornale ha parlato della nostra manifestazione?" "No", "Pazzesco!", "Solo la radio ha accennato a problemi di traffico per via di una non meglio precisata manifestazione in centro", "una vergogna", "fanno finta che non esistiamo". "Come ci ignorano in tutte le decisioni prese che cadono sulle nostre teste e su quelle dei cittadini ci ignorano anche oggi. Non possiamo permettercelo. I temi sono troppo importanti e sono il futuro di tutti". E potrei andare ancora avanti.

Magari molti giornali sono stati distratti da avvenimenti più importanti, magari le improvvide dichiarazioni di qualche ministro emiliano avevano una vis comica meritevole delle prime pagine, però cari Colleghi se la prossima volta saremo in tanti a riempire le piazze credo che non solo Quotidiano Sanità si accorgerà di noi e del nostro vivere il quotidiano della sanità che è fatto di impegno costante e gravoso, stretti come siamo tra contratti che non si rinnovano, ricatti aziendali, interferenze politiche, precariato storico, ricorsi giudiziari e tante altre belle cose.

E se magari per una volta, fermo restando la necessità di garantire con contingenti minimi dettati dalla legge, bloccassimo veramente la sanità per un giorno, un giorno solo dopo avere spiegato ai cittadini ed ai malati che non è contro di loro che manifestiamo, allora avremmo fatto un passo in avanti nel rivendicare la nostra dignità e la giusta attenzione che meritiamo.

Magari cari Colleghi (assenti) alla prossima manifestazione portiamo anche le persone a noi care, quelle che ci conoscono, quelle che vedono le sempre più gravi difficoltà della nostra bellissima professione. Se continueremo a non fare sentire la nostra voce alla fine dovremo rassegnarci a sentire in televisione solo il dialetto che si parla sull'Arno: "A lavar la testa all'asino si perde il ranno e il sapone" (antico proverbio fiorentino. Traduzione: "quando si vuole migliorare chi non vuol saperne, è un lavoro inutile e dispendioso".

Luciano Cifaldi
Segretario regionale Cisl Medici Lazio

 

Lettera aperta ai colleghi CISL MEDICI da parte del segretario nazionale dott.Maurizio Zampetti

 

         DEMOCRAZIA, DELEGA E RAPPRESENTANZA  

 
 
 
Dopo tanti anni di impegno sindacale, iniziato nel 1985!! Sento la necessità di confrontarmi di nuovo con il tempo che passa!
 
Le nuove realtà di comunicazione hanno profondamente modificato il ruolo della rappresentanza all'interno della società.
In particolare i vari YOUTUBE, SMS,TWITTER... hanno ridotto all'osso la condivisione ad un modello politico, sociale,ecc.
 
L'impossibilità per tempo e/o ricerca dei termini più idonei per ottenere consenso si sono notevolmente modificati.
Si rischia di perdere l'essenza della democrazia che è, a mio avviso, la capacità di esprimere e condividere nonché aggregare i soggetti intorno ad un ideale.

Ci fu all'inizio dell'era industriale (prima in quella contadina era fallita) la necessità di poter rappresentare i propri bisogni rispetto allo strapotere della "classe padrona" ...  Epoca contraddistinta da grossi movimenti di massa sfociati nella rivoluzione bolscevica. (Scusate la brevità storica).

Da li per vari motivi si passò necessariamente alle aggregazioni i "fasci" e solo nella metà del xx secolo si affermò lo strumento della delega i "sindacati".

Questa fase fu caratterizzata dalla necessità, insieme alla nascita dei partiti, di aggregarsi e delegare qualcuno in base a dei minimi comuni multipli costituiti da elementi fondanti quale la libertà, la democrazia, la condivisione o meno all'interno di una comunità, anche della condivisione di una scelta religiosa.

Di lì una differenziazione in temi elevati che si contrapponevano ai corporativisti mai decaduti.
Ora, a meno che non si voglia essere corporativi, c'è sempre meno spazio per riconoscersi inseriti in un gruppo che condivide ideali anziché interessi.

Lungi da me 
il condividere alcune liturgie tipiche del nostro sindacato (es. le votazioni bulgare, il verticismo esagerato, la sovrapposizione asfissiante della confederazione sulle varie federazioni !!! )
                        
Ma le regole della democrazia, ad oggi, si esprimono con i numeri, percentuali e la visibilità e le riconoscibilità.
Quest'ultime sono le cose che ci mancano, ma non la capacità di aggregare anche se su temi sempre meno elevati.
Ordunque mi sembra che noi dovremmo allargare il consenso facendoci conoscere !!!!

Ma tutto ciò comporta impegno e non solo delega. 

Ricordo più o meno vagamente le lotte/discussioni su divorzio, aborto abbiamo attraversato terrorismo, droga, AIDS. Perchè siamo stanchi di tecnici , acrobati, comici e  politici mai eletti e dei suoi ministri che non hanno mai lavorato !
Tralascio volutamente le lusinghe politiche della destra sociale !!! Il populismo del proprietario delle televisioni con le sue olgettine !!!! o l'incanto del buonismo weltroniano !!! Perchè è facile criticare chi fa in attesa che questi faccia meglio . Ora si tratta di combattere l'indifferenza!!!!!! Per la fame nel mondo !!! Le guerre !!! I femminicidi  !!!! L'intolleranza religiosa !! Fino al surriscaldamento del pianeta !!!! 

Per chi sabato non ci ha visto gli dico "Hai ragione eravamo pochi, ma ci potevi cercare..."
Per chi ha avuto sempre una scusa gli dico smettila non era un giorno di lavoro,era sabato pomeriggio e non pioveva, se poi hai ancora preferito la riunione scientifica i layons o la bocciofila... !!!!
Per chi ci chiede di più, gli dico vieni, perché sabato non c'erano colleghe tranne tre !!!! Non c'erano giovani decidete voi l'età !!!! Non c'erano nemmeno i cosiddetti precari...

Ora se mi vorrete io ci sarò sempre, ma solo se ne vedo almeno dieci !!!! E se ritenete obsolete le nostre forme di lotta proponetevi e provate ad aggregare le persone.
 
 
E se ci riuscite fose avete RAGIONE voi.
 
 
Maurizio Zampetti segretario nazionale

 

TUTTI IN PIAZZA SABATO 28 NOVEMBRE 

Cari colleghi noi di Roma e del Lazio dobbiamo essere tanti...

3 novembre 2015

 

da   CISL MEDICI LAZIO   ai  Direttori Generali/Commissari Asl, Aziende Ospedaliere, IRCCS, Policlinici Universitari del SSR, Ares 118

La nota della CISL MEDICI LAZIO sulle disposizioni in materia di orario di lavoro e riposi.

 

 

 

 

Ai Direttori Generali/Commissari Asl, Aziende Ospedaliere, IRCCS, Policlinici Universitari del SSR, Ares 118

Ai sensi delle normative sindacali

Oggetto: Richiesta applicazione Circolare Regionale n. 582900 del 29.10.2015 avente ad oggetto Disposizioni in materia di orario di lavoro e riposi

LCISL MEDICI LAZIO, in persona del suo Segretario Generale, DottLuciano Cifaldi,

PREMESSO CHE

1.- Il 25 novembre p.v. cessano gli effetti della deroga al D.L.gs n. 66/2003 in materia di orario di lavoro in attuazione delle direttive 93/104/CE e 2000/34/CE. L’Unione Europea ha poi emanato la Direttiva 88/2003/CE con la quale sono stati fissati i criteri minimi relativi a riposi, pause, ferie, orario massimo di lavoro e riposo notturno. Nella Circolare Regionale di cui in oggetto si invitano tutte le Aziende ad adottare tutte le misure organizzative idonee ad assicurare il funzionamento dei servizi e l’erogazione delle prestazioni assistenziali, al fine di ottemperare alle previsioni normative.

2.- Il D.L.gs n. 66/2003 e ss.ii.mm. recita all’art. 4: <<” ...omissis...2. La durata media dell'orario di lavoro non può in ogni caso superare, per ogni periodo di sette giorni, le quarantotto ore, comprese le ore di lavoro straordinario. 3. Ai fini della disposizione di cui al comma 2, la durata media dell'orario di lavoro deve essere calcolata con riferimento a un periodo non superiore a quattro mesi.>>. Recita allart. 5: <<” 1. Il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario deve essere contenuto. ...omissis...3. In difetto di disciplina collettiva applicabile, il ricorso al lavoro straordinario è ammesso soltanto previo accordo tra datore di lavoro e lavoratore per un periodo che non superi le duecentocinquanta ore annuali. 4. Salvo diversa disposizione dei contratti collettivi il ricorso a prestazioni di lavoro straordinario è inoltre ammesso in relazione a: a) casi di eccezionali esigenze tecnico-produttive e di impossibilità di fronteggiarle attraverso l'assunzione di altri lavoratori; b) casi di forza maggiore o casi in cui la mancata esecuzione di prestazioni di lavoro straordinario possa dare luogo a un pericolo grave e immediato ovvero a un danno alle persone o alla produzione; c) ...omissis... 5. Il lavoro straordinario deve essere computato a parte e compensato con le maggiorazioni retributive previste dai contratti collettivi di lavoro. I contratti collettivi possono in ogni caso consentire che, in alternativa o in aggiunta alle maggiorazioni retributive, i lavoratori usufruiscano di riposi compensativi.>>. Recita allart. 7: <<” 1. Ferma restando la durata normale dell'orario settimanale, il lavoratore ha diritto a undici ore di riposo consecutivo ogni ventiquattro ore. Il riposo giornaliero deve essere fruito in modo consecutivo fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata o da regimi di reperibilità.>>.

3.- La Direttiva 88/2003/CE recita all’art. 3: <<” Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici, nel corso di ogni periodo di 24 ore, di un periodo minimo di riposo di 11 ore consecutive>>. Recita allart. 5: <<” Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché ogni lavoratore benefici, per ogni periodo di 7 giorni, di un periodo minimo di riposo ininterrotto di 24 ore a cui si sommano le 11 ore di riposo giornaliero previste all'articolo 3. Se condizioni oggettive, tecniche o di organizzazione del lavoro lo giustificano, potrà essere fissato un periodo minimo di riposo di 24 ore>>. Recita allart. 6: <<” Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché, in funzione degli imperativi di protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori: a) la durata settimanale del lavoro sia limitata mediante disposizioni legislative, regolamentari o amministrative oppure contratti collettivi o accordi conclusi fra le parti sociali; b) la durata media dell'orario di lavoro per ogni periodo di 7 giorni non superi 48 ore, comprese le ore di lavoro straordinario.>>. Recita allart. 8: <<” Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché: a) l'orario di lavoro normale dei lavoratori notturni non superi le 8 ore in media per periodo di 24 ore; b) i lavoratori notturni il cui lavoro comporta rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali non lavorino più di 8 ore nel corso di un periodo di 24 ore durante il quale effettuano un lavoro notturno. Ai fini della lettera b), il lavoro comportante rischi particolari o rilevanti tensioni fisiche o mentali è definito dalle legislazioni e/ o prassi nazionali o da contratti collettivi o accordi conclusi fra le parti sociali, tenuto conto degli effetti e dei rischi inerenti al lavoro notturno.>>. Recita allart. 16: <<” Gli Stati membri possono prevedere: a) per l'applicazione dell'articolo 5 (riposo settimanale), un periodo di riferimento non superiore a 14 giorni; b) per l'applicazione dell'articolo 6 (durata massima settimanale del lavoro), un periodo di riferimento non superiore a quattro mesi. I periodi di ferie annue, concesse a norma dell'articolo 7, ed i periodi di assenza per malattia non vengono presi in considerazione o sono neutri ai fini del computo della media; c) per l'applicazione dell'articolo 8 (durata del lavoro notturno), un periodo di riferimento definito previa consultazione delle parti sociali o mediante contratti collettivi o accordi conclusi a livello nazionale o regionale fra le parti sociali. Il periodo minimo di riposo settimanale di 24 ore prescritto a norma dell'articolo 5 non viene preso in considerazione per il computo della media se cade nel periodo di riferimento in questione.>>. Nella Circolare Regionale di cui in oggetto si legge infatti: <<” ....omissis...mentre lorario massimo settimanale viene individuato in 48 ore comprendendo eventuali ore di straordinario, che comunque non possono essere imposte al lavoratore>>.

Tutto ciò premesso la CISL MEDICI LAZIO

INVITA

le SS.LL. a dare attuazione a quanto previsto dalla Circolare Regionale di cui in oggetto.

Roma 3 novembre 2015

Luciano Cifaldi

Segretario Generale CISL Medici Lazio

 

 

 

16 LUGLIO 2015

IMPORTANTE ACCORDO : PROROGA DEI CONTRATTI DEI PRECARI

Proroga dei contratti, in attesa del processo di stabilizzazione secondo il dettato del DPCM 6 marzo 2015,  sino al 31 dicembre 2018 (duemiladiciotto). 

Si tratta di un significativo passo in avanti se consideriamo quanto accaduto in passato dove arrivammo a firmare accordi di proroga addirittura il 30 dicembre come molti di voi sicuramente ricorderanno: di questo passo in avanti dobbiamo dare atto alla controparte regionale guidata dal responsabile della cabina di regia Dott. Alessio D'Amato e dal responsabile della segreteria del Commissario ad acta Egidio Schiavetti.
Per quanto riguarda i Colleghi con contratti atipici la Regione ci ha già convocato per il giorno 29 luglio: sarà un percorso duro ma la Cisl Medici ci sarà come sempre!
La Cisl Medici Lazio è stata oggi rappresentata dal segretario romano Giuseppe Imperoli e dallo scrivente. 
Un caro saluto a voi tutti ed in particolare, consentitemelo, ai Colleghi che ora hanno un orizzonte di 3 anni e mezzo per programmare la propria vita professionale. Oggi abbiamo ottenuto il massimo di quanto si poteva ottenere.
Un caro saluto. Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

 

24 Aprile 2015

La nota che in data odierna l'Ordine dei Medici di Roma ha trasmesso alla Regione Lazio. La Cisl Medici Lazio ha partecipato all'incontro preliminare convocato dal Presidente dell'Ordine. Abbiamo partecipato alla discussione ed abbiamo dato un nostro specifico contributo alla formulazione della nota. L'auspicio è che si possa determinare una ragionevole soluzione nel rispetto delle specifiche competenze professionali.

CARI COLLEGHI A SEGUIRE IL TESTO DELLA MAIL INVIATA OGGI 12 MARZO 2015 TRAMITE PEC CERTIFICATA   cislmedicilazio@pec.cislmedicilazio.it   AGLI INDIRIZZI PEC DI TUTTI I DIRETTORI GENERALI DEL LAZIO. QUESTA MAIL SEGUE QUELLA INDIRIZZATA AL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE. IN CASO DI INADEMPIENZA SARA' CURA DI QUESTA SEGRETERIA PROVVEDERE AD ATTUARE INIZIATIVE LEGALI. 
 
 Ai Direttori Generali delle ASL, Aziende Ospedaliere-Universitarie, IRCCS, Ares 118
loro indirizzi PEC
 
Ai sensi della normativa vigente in materia sindacale.
 
Oggetto: Legge di stabilità per il 2015 - art. 1 comma 256. Richiesta di aggiornamento della indennità di esclusività con decorrenza 01.01.2015
 
L'Organizzazione Sindacale CISL MEDICI LAZIO, nella persona del segretario generale e legale rappresentante Dott. Luciano Cifaldi, domiciliato ai fini del presente atto presso la sede sociale in via Giovanni Amendola 46, Roma,   cislmedicilazio@pec.cislmedicilazio.it
 
PREMESSO CHE 
 
- la Legge di stabilità 2015 n. 190 del 23.12.2014 con l'art. 1 comma 256 non ha prorogato le disposizioni contenute nell'art.9 del D.L. 78/2010 comma 1, 2, 2 bis e parte del comma 21 per la parte relativa al personale contrattualizzato.
La legge di stabilità pertanto consente per il suddetto personale l'aggiornamento della indennità di esclusività.
 
- diverse Aziende del Lazio non hanno ancora provveduto all'incremento del valore dell'indennità di esclusività la quale, come espressamente previsto dal CCNL, compete al raggiungimento dei 5 e 15 anni di anzianità di servizio previo superamento della valutazione positiva da parte del Collegio Tecnico
 
La CISL MEDICI LAZIO invita le SS.LL. 
- a procedere con immediatezza all'aggiornamento della indennità di esclusività al personale della Dirigenza Medica e Sanitaria non medica dando piena applicazione alle disposizioni contrattuali del CCNL 
- a corrispondere gli aumenti retributivi per il personale dirigenziale che abbia maturato nel corso del quadriennio2011-2014 l'anzianità di servizio di 5 o 15 anni e che abbia superato la predetta verifica tecnica.
Si richiede altresì di procedere alla effettuazione delle valutazioni da parte del competente Collegio Tecnico in tutti quei casi dove, non certo per volontà del Professionista bensì per inadempienza dell'Amministrazione, la necessaria valutazione non ha ancora avuto luogo.
Nel caso l'Azienda da Lei diretta abbia già provveduto in tal senso la ringrazio e la invito a non considerare la presente.
Si resta in attesa di cortese riscontro. Distinti saluti.
Dott. Luciano Cifaldi, segretario generale CISL MEDICI LAZIO
 

9 Marzo 2015 

Cari colleghi Quotidianosanità pubblica un' altra lettera del nostro segretario generale dott.Luciano Cifaldi.

BASTA SCARTOFFIE RIDATECI L'AMATO FONENDOSCOPIO

 

Gentile Direttore,
mentre l'attenzione dei media è giustamente dedicata alla celebrazione dell'8 marzo nelle varie declinazioni sociali e politiche, la lettura dei giornali ci riserva da un lato l'ennesimo presunto caso di "malasanità" in un ospedale di Roma e dall'altro l'aggressione al personale di Pronto Soccorso nell' Ospedale di Cassino da parte di familiari stressati dalla "lunga attesa di un'ora". Tralascio, per rispetto, ogni annotazione ironica: non voglio pensare a cosa sarebbe potuto accadere in altri ospedali e con tempi di attesa più lunghi. Da un lato dunque la legittima richiesta della famiglia alla Magistratura di appurare cosa è accaduto, dall'altra la legittima richiesta da parte dei medici di….E qui sta il punto. Noi medici cosa dobbiamo chiedere e a chi? dobbiamo chiedere di mettere la vigilanza in ogni Pronto Soccorso? Già fatto. Dobbiamo chiedere di essere difesi dalle sempre più frequenti aggressioni da parte di pazienti-impazienti e familiari ancor più impazienti? di non venire additati come i colpevoli di questo marasma della sanità che si muove tra slogan e annunci di giustizialismo a nostro carico? di potere svolgere il nostro lavoro di medici finalmente liberi anche, o soprattutto, dalla presa in giro della denominazione "Dirigenza" che ad oggi ha trasformato molti di noi in una figura professionale ibrida stretta tra troppi vincoli burocratici e opportunità gestionali inesistenti?
La solidarietà verbale, a fronte dei rischi che corriamo nella nostra attività, non è sufficiente se consideriamo che le notizie di aggressione a nostro danno si fanno sempre più numerose. Il lettore potrà dire: la solita difesa della categoria, della lobby medica e chi più ne ha più ne metta. Non è così. I Pronto Soccorso continuano ad essere intasati per afflusso di malati e per la grande difficoltà di gestire i consequenziali eventuali ricoveri a causa della ormai generalizzata riduzione dei posti letto. Dei giorni scorsi la notizia del trasferimento da Tivoli alla Liguria di una paziente con gravi ustioni. In una società normale si sarebbe preso atto della grande professionalità espressa da quei Sanitari: in realtà qualche voce si è levata per accusare gli stessi di non essere riusciti a trovare un posto nel Lazio. La Sanità ormai è un autentico ginepraio, un vero e proprio cubo di Rubik dove le faccette sono così numerose che il solo tentativo di dar loro una disposizione omogenea e regolare è di per sé motivo di ulteriore caos. Cosa fare? Nel Lazio abbiamo provato a rivolgerci direttamente ai Cittadini motivando loro argomentazioni tali da indurre ad aprire gli occhi. Vorremmo provare ora a chiedere una cosa semplice alla politica ed ai legislatori: lasciateci lavorare per il Malato, lasciateci studiare, lasciateci fare assistenza sempre più qualificata. Non lasciateci affogare nel mare di carte della burocrazia, non fateci fare lo slalom tra stucchevoli ed inutili percorsi dirigenziali di marketing, customer satisfaction, budget, piani operativi e amenità del genere. Ridateci l'amato fonendoscopio.
Cordiali saluti. Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

 

 

13 Febbraio 2015

Cari colleghi la lettera del nostro segretario regionale dott.Luciano Cifaldi pubblicata da Quotidiano sanità

lettera quot sanita

 

1 Dicembre 2014 Tutti in piazza

 

Sul     del 15 novembre 2014 

 

12 Settembre 2014

Cari colleghi vi segnalo la lettera al direttore di Quotidianosanità.it del segretario generale Regionale

 

Gentile Direttore, qualcuno ricorderà il film “Il silenzio degli innocenti” ed il disperato belato degli  agnellini. Quel film dei primi anni’90 vinse diversi premi Oscar. 
 

A tornare indietro con la memoria, erano anni dove la mia generazione di giovani medici, pur vivendo allora come oggi il precariato, sapeva che comunque sarebbe riuscita a fare collimare le aspettative derivanti dagli studi accademici con la progressiva crescita professionale. Strano a dirsi oggi, il precariato di allora poteva persino avere un senso: per la generalmente breve durata e per le opportunità che consentiva di cogliere con una mobilità quasi sempre volontaria che sapeva di passione, di futuro in costruzione.
 

Oggi la realtà è purtroppo tristemente diversa. I continui tagli nella sanità del Lazio gettano ombre sul presente e sul futuro professionale dei Colleghi precari, benché se ne parli sempre meno, e contribuiscono a determinare anche negli altri operatori un senso di sfiducia generalizzata. A questa situazione si aggiunge il periodico (e sospetto) diffondersi di tam tam mediatico sui casi, presunti o reali, di malasanità o su episodi, certamente censurabili, nei quali il ruolo gestionale del Dirigente Medico potrebbe aver comportato la conduzione non trasparente di gare ed acquisti. Ma su questo, per fortuna, vigila la Magistratura. Sfuggetuttavia ai più che la quasi totalità dei medici non ha nulla a che fare con il ruolo di “dirigente”. Svolge il proprio lavoro, che è fatto essenzialmente di diagnosi e cura. Una crescente impressione di essere oggetto d’ostilità colpisce il Medico, la sua vocazione, il suo operato, la sua funzione, il suo ruolo, generando scoraggiamento e senso di rinuncia. Nessuno di noi vuole rinunciare ad un ruolo che è frutto di studio e di sacrifici e che necessita di aggiornamento qualificato e costante. Si dirà: il solito medico che non vuole rinunciare ai privilegi propri della categoria… Tuttavia come non notare i continui annunci larvatamente minatori, i tagli lineari, la sindrome da “inaugurite” di strutture con nuove modalità assistenziali: in sintesi lo stravolgimento di un modello di sanità che ha garantito la tutela della salute dei cittadini? Si dice che oggi non ci si possa più permettere uno stato sociale, quale quello fino ad oggi esistente. Ne siamo convinti? Potrebbe forse bastare una attenta lotta alla corruzione per reperire quei soldi che possano fare ripartire gli investimenti in strutture, tecnologie e risorse umane. Sì, risorse umane. Perché la Medicina è fatta da esseri umani e il concetto di umanizzazione nei percorsi di accoglienza e di cura non può essere rispolverato e tirato a lucido solo nei nostri convegni. Il malcontento degli operatori è strisciante ma dilagante, le divisioni tra gli stessi, la difficoltà di dialogo con i malati ed i cittadini possono produrre una miscela esplosiva in grado di far saltare il sistema. Ma se salta il sistema e non saltano i corrotti, a fare la parte degli agnelli sacrificali saranno quanti continueranno a trovare i Pronto Soccorso strapieni, i posti letto negli ospedali ancor più diminuiti e pressoché inaccessibili, la mancata contestuale attivazione di una concreta offerta sanitaria sul territorio, l’incancrenirsi del contenzioso medico legale. La proiezione del film è finita, la lettera al Direttore pure. Resta l’amaro in bocca ed una nuova giornata per ritrovare una rinnovata passione per un lavoro che ci piace e che vorremmo fare con la serenità che oggi manca.

Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

 

11 dicembre

Anche il sindaco di Anzio manifesta la propria preoccupazione per il mancato rinnovo dei colleghi precari assunti mediante art 15 septies che lavorano nelle strutture del proprio territorio

9 dicembre 2013

Di seguto la lettera del Sindaco di Velletri, presidente della conferenza dei sindaci, in cui si manifesta la viva preoccupazione che questo decreto sta ingenerando tra gli amministratori del territorio della Roma H.

 

Ecco la lettera pubblicata da "quotidiano sanità"

Lazio. Zingaretti si occupi di quei "precari precari" esclusi dalla proroga del contratto

09 DIC - Gentile Direttore,
lo scorso 9 gennaio pubblicò su Quotidiano Sanità una mia lettera - 
"La piccola goccia" dei medici licenziati nella Roma H - nella quale manifestavo le mie preoccupazioni relative al licenziamento dei precari ex articolo 15 septies del D.Lgs 502/92 a seguito del cosiddetto decreto Bondi. Si trattava di precari che non svolgono funzioni apicali, e si tratta anche oggi degli stessi precari e della stessa problematica. Bene ha fatto il segretario generale della Cisl FP di Roma e del Lazio, Roberto Chierchia, a dichiarare la propria soddisfazione per l'accordo sottoscritto con la Regione Lazio che garantisce la proroga dei contratti a tempo determinato nella sanità. Ed io mi sento di aggiungere anche un ringraziamento al Presidente Zingaretti per avere risparmiato ai lavoratori precari, ed alle organizzazioni sindacali tutte, quei momenti estenuanti e pieni di angoscia che hanno caratterizzato gli accordi che nel recente passato venivano sottoscritti solo nelle ore finali dell'anno, quando altri preparavano il veglione e noi, che facciamo anche sindacato, avevamo il dovere di contribuire a dare qualche certezza in più ai Colleghi precari.
 
Bene dunque Presidente Zingaretti. Però - chissà perché in Italia c'è sempre un però - la problematica dei dirigenti 15 septies che non svolgono funzioni apicali è tuttora viva ed il decreto, forse per dimenticanza, forse per una ripresentazione troppo frettolosa del precedente decreto Bondi, esclude esplicitamente questi Colleghi dalla proroga per il 2014 e per gli anni successivi. Ed allora si ripropone come attuale la lettera di un anno or sono dove evidenziavo i rischi conseguenti a questa infelice scelta.
 
Si tratta per lo più di medici impegnati in attività di emergenza e pronto soccorso, ovvero di medici che lavorano nell'ambito dei dipartimenti di prevenzione. La loro esclusione dalla proroga porterà inevitabilmente a gravissimi disservizi in strutture quali ad esempio l'Ospedale di Albano Laziale, l'Ospedale di Velletri e l'Ospedale di Frascati.
Presidente Zingaretti ritiene possibile assumere sulle sue spalle il peso, non eccessivo in verità, di ridare sicurezza e dignità a questi "precari precari"?  
 
Luciano Cifaldi
Segretario generale Cisl Medici Lazio

link   http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=18599

sabato 7 dicembre 2013

Di seguito la lettera che il nostro segretario generale regionale ha spedito a Quotidiano Sanità in data 7 dicembre

Gentile Direttore, il 9 gennaio u.s. Lei ebbe la bontà e la sensibilità di pubblicare su Quotidiano Sanità una mia lettera, - "La piccola goccia" dei medici licenziati nella Roma H - nella quale manifestavo, cercando di argomentarle, le mie preoccupazioni relative al licenziamento dei precari ex articolo 15 septies del D.Lgs 502/92 a seguito del cosiddetto decreto Bondi. Si trattava di precari che NON svolgono funzioni apicali, e si tratta anche oggi degli stessi precari e della stessa problematica. Bene ha fatto il segretario generale della Cisl FP di Roma e del Lazio, Roberto Chierchia, a dichiarare la propria soddisfazione per l'accordo sottoscritto con la Regione Lazio che garantisce la proroga dei contratti a tempo determinato nella sanità. Ed io mi sento di aggiungere anche un ringraziamento al Presidente Zingaretti per avere risparmiato ai lavoratori precari, ed alle organizzazioni sindacali tutte, quei momenti estenuanti e pieni di angoscia che hanno caratterizzato gli accordi che nel recente passato venivano sottoscritti solo nelle ore finali dell'anno, quando altri preparavano il veglione e noi, che facciamo anche sindacato, avevamo il dovere di contribuire a dare qualche certezza in più ai Colleghi precari. Bene dunque Presidente Zingaretti. Però -chissà perché in Italia c'è sempre un però - la problematica dei dirigenti 15 septies che NON svolgono funzioni apicali è tuttora viva ed il decreto, forse per dimenticanza, forse per una ripresentazione troppo frettolosa del precedente decreto Bondi, esclude esplicitamente questi Colleghi dalla proroga per il 2014 e per gli anni successivi. Ed allora si ripropone come attuale la lettera di un anno or sono dove evidenziavo i rischi conseguenti a questa infelice scelta.

Presidente Zingaretti ritiene possibile assumere sulle sue spalle il peso, non eccessivo in verità, di ridare sicurezza e dignità a questi "precari precari" ? 
 
Grazie per la sua attenzione. Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

 

7 Dicembre 2013

DI SEGUITO LA NOTA DI PROTESTA CHE LA CISL MEDICI LAZIO HA INVIATO ALLA REGIONE LAZIO, E PER CONOSCENZA AI SINDACI DI ALBANO LAZIALE, FRASCATI E VELLETRI, PER EVIDENZIARE I RISCHI DI GRAVI DISSERVIZI CONSEGUENTI ALLA MANCATA PROROGA DEI MEDICI EX ART. 15 SEPTIES CHE SVOLGONO FUNZIONI NON APICALI NEI PRONTO SOCCORSO ED IN ALTRE UNITA' OPERATIVE.

 

La scrivente segreteria regionale della CISL MEDICI LAZIO chiede di conoscere le motivazioni che hanno portato nel decreto commissariale in oggetto alla esclusione dei dirigenti medici titolari di contratto 15 septies con incarico di tipo NON APICALE.  

Si tratta per lo più di medici impegnati in attività di emergenza e pronto soccorso, ovvero di medici che lavorano nell'ambito dei dipartimenti di prevenzione. La loro esclusione dalla proroga porterà inevitabilmente a gravissimi disservizi in strutture quali ad esempio  l'Ospedale di Albano Laziale, l'Ospedale di Velletri e l'Ospedale di Frascati.  

Auspicando che possa trattarsi di mera dimenticanza si richiede alla SV di rappresentare, per quanto di competenza, tale problematica al Presidente della Giunta Regionale in qualità di Commissario per la sanità del Lazio.  

Copia della presente nota è stata inviata per conoscenza ai Sindaci dei comuni di Albano Laziale, Velletri e di Frascati.  

Confidando in una sollecita risposta ed in una altrettanto sollecita risoluzione del problema rappresentato si porgono distinti saluti.  

Dott. Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

 

25 Novembre 2013

La Cisl medici Lazio partecipa al dolore della famiglia Meledandri per la scomparsa di Benito, e ne ricorda la preziosa figura di medico, sindacalista e presidente dell'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma e provincia.

 

Si è concluso oggi 10 maggio 2013 il terzo Congresso nazionale di Federazione della Cisl Medici. Al Congresso sono stati graditi ospiti il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin, che era alla sua prima uscita ufficiale dopo avere assunto l'impegnativo incarico, e l' On. Gianpiero D'Alia, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione.

Il Segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni ha chiuso tra gli applausi dei numerosi ospiti e delegati i lavori della seconda giornata. 

Al termine dei quattro giorni, i delegati provenienti da tutta Italia hanno confermato alla segreteria generale della Federazione Cisl Medici il collega Biagio Papotto.

Grandissima soddisfazione per la delegazione del Lazio: il collega Maurizio Zampetti è stato riconfermato, con votazione unanime, segretario nazionale.

 

 

 

 

9 Marzo 2013

Si sono svolte in data odierna le elezioni per il rinnovo degli organismi direttivi della Cisl Medici di Roma e della Cisl Medici del Lazio. L'assemblea dei delegati ha confermato il Collega Giuseppe Imperoli segretario generale di Roma. Lo affiancheranno la Dott.ssa Donatella Varrenti ed il Dott. Benedetto Magliozzi.

Alla guida della Cisl Medici lazio è stato confermato il Dott. Luciano Cifaldi in qualità di segretario generale. Confermati la Dott.ssa Milena Silvestri ed il Dott. Fulvio Benassi quali componenti della segreteria regionale.

Il Congresso della Cisl Medici è giunto a conclusione di una lunga tornata di incontri e momenti elettorali che hanno ribadito la presenza del sindacato nelle sedi di lavoro. Significativo il rinnovo dei quadri dirigenziali nelle Asl e nelle Aziende ospedaliere ed universitarie.

Più di un terzo degli eletti è donna: un grazie sincero al loro impegno.

Eletta la prima coordinatrice del neonato coordinamento donne, come previsto negli adempimenti statutari: è la Dott.ssa Marialuisa Appetecchia.

Ai consiglieri di Roma e del Lazio, ai delegati al congresso nazionale della Cisl Medici di maggio p.v. un augurio di buon lavoro. A tutti gli iscritti la certezza di un rinnovato e costante impegno a favore della categoria.

 

 

7 Marzo 2013

 

PUBBLICHIAMO DI SEGUITO LA LETTERA CHE IL SEGRETARIO GENERALE DELLA CISL MEDICI LAZIO, DOTT. CIFALDI, HA INVIATO AL DIRETTORE GENERALE DEL POLICLINICO UMBERTO I, DOTT. ALESSIO, AVENDO AVUTO NOTIZIA CHE AL PROF. ANTONIO SILI SCAVALLI, SEGRETARIO FIALS MEDICI UNIVERSITÀ, È STATO MOSSO UN ADDEBITO DISCIPLINARE. NON SONO ANCORA NOTE LE MOTIVAZIONI AUTENTICHE MA È POSSIBILE IPOTIZZARE, ALLO STATO, CHE POSSANO AVERE QUALCHE LEGAME CON LE DIFFIDE E LE DENUNCE CHE IL COLLEGA SINDACALISTA HA PORTATO AVANTI NEGLI ANNI IN DIFESA DELLA CATEGORIA MEDICA E PER LA TUTELA DEI DIRITTI DEI CITTADINI CONTRO LE TROPPE STORTURE DI UN SISTEMA CHE CI VORREBBE SUDDITI E NON COMPONENTI DI UNA SOCIETÀ CIVILE. ALLA BASE DELLA LETTERA A FIRMA DEL SEGRETARIO CISL MEDICI NON UNA STERILE SOLIDARIETÀ DI FACCIATA MA UN FERMO CONVINCIMENTO DEL DIRITTO-DOVERE DI ESPRIMERE LA NOSTRA OPINIONE. 
AD ALTRI, ED IN ALTRE SEDI, COMPETERÀ VERIFICARE SE IL COLLEGA HA GETTATO DISCREDITO SULLA AMMINISTRAZIONE. VI TERREMO AGGIORNATI, PER QUANTO NELLE NOSTRE POSSIBILITÀ DI CONOSCENZA, SULLE FUTURE EVOLUZIONI.
 
Oggetto: contestazione disciplinare a carico del sindacalista Fials medici Antonio Sili Scavalli
 

Preg.mo Dott. Alessio, apprendo con viva perplessità che al segretario aziendale della Azienda Ospedaliera-Universitaria Prof. Sili Scavalli è stata mossa una contestazione per violazione dei doveri del pubblico dipendente, “violazione” , ritengo presunta, che fatico a mettere in relazione con la attività sindacale del Collega Sili Scavalli e che neanche lontanamente ipotizzo possa in qualche modo correlarsi con  l’opera di denuncia sociale che spesso ha caratterizzato gli atti di significazione e diffida che nel tempo il Collega Sili Scavalli ha rappresentato alle varie Amministrazioni che si sono succedute e ciò, va evidenziato, a prescindere dal colore della maglietta politica che indossava il direttore generale pro tempore.

Non intendo certamente unirmi ai difensori del Sindacalista Sili Scavalli perché sarebbe presuntuoso da parte mia il solo pensare che Antonio Sili Scavalli ne abbia bisogno.

Tuttavia mi chiedo e Le chiedo se davvero pensa che l’avere evidenziato nel tempo molte serie problematiche e criticità del sistema possa costituire per Sili Scavalli un capo di accusa così forte da farLe ritenere addirittura che siano venuti  meno i  “doveri di corretto comportamento e di lealtà verso l’Amministrazione”?

Ed il fatto che “…le altre sigle sindacali non agiscono allo stesso modo (di Sili Scavalli)…” non ho ben capito se costituisca un vanto per l’Amministrazione, un merito per le altre organizzazioni sindacali, o un problema clinico per qualche soggetto affetto da grave cifosi del rachide.

Credo che ben diverse fossero le aspettative che avevano accompagnato il Suo arrivo al Policlinico Umberto I dove era giunto preceduto da una fama di corretto Amministratore. Ma forse in un ambiente così complesso, ampio e soggetto ad allagamenti, come l’Azienda da Lei diretta, è sempre alto il rischio di smarrirsi un po’ per strada e confondere il diritto-dovere del Sindacato con l’accondiscendenza che altri, certamente non Lei, vorrebbero dal sindacato.

Gradisca i miei cordiali saluti.

Dott. Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio

 

Cari Colleghi,

vi trasmetto in allegato (e ringraziamo Fedir Sanità, sindacato della dirigenza amministrativa, per averci cortesemente inviato la documentazione) la sentenza con cui oggi il giudice del lavoro di Roma ha condannato, su ricorso di Fedir Sanità, la ASL Roma A per condotta antisindacale.
Tutto origina dalla affermazione fatta dal direttore generale della ASL Roma A, dott. Riccioni, che ha definito Fedir Sanità "quivis de populo" ed a cui è seguito l'esposto di Fedir Sanità che ha inteso difendere, almeno nelle affermazioni di principio, il ruolo del sindacato pesantemente attaccato ed il rispetto delle norme a presidio e tutela della legittimità della gestione del rapporto di lavoro.
La sentenza evidenzia principalmente due cose:
- che il sindacato non è affatto un quivis de populo ed ha diritto al rispetto dei suoi spazi di partecipazione sindacale
- che gli incarichi dirigenziali devono essere conferiti secondo legge e contratti di lavoro e non ad arbitrio del direttore generale, che, lungi dall'essere un datore di lavoro privato che fa come gli pare, è un amministratore pubblico che deve attenersi ai principi costituzionali di legalità, imparzialità e buon andamento dell'amministrazione.
Alla FEDIR i nostri complimenti..
Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio
 

 

IMPORTANTE ELEZIONI SEGRETERIE AZIENDALI 2013

A gennaio 2013 si terranno le elezioni delle segreterie aziendali preparatorie a qualle provinciali regionali e nazionali. Tutti gli iscritti prendano contatto con le segreterie per conoscere modalità data e luoghi di effetttuazione.Nelle sezioni provinciali troverete le date aggiornate delle segreterie-

 

23 Gennaio 2013

 

Cari colleghi si è svolto ieri 22 gennaio l'incontro con il neo commissario ad acta della regione Lazio dott.Filippo Palumbo. La delegazione della Cisl Medici Lazio composta dal dott. Maurizio Zampetti e dal dott. Giuseppe Imperoli ha potuto apprezzare il diverso clima con il quale si è svolto l'incontro che si è incentrato sui tanti problemi da risolvere nella nostra regione.Su tutti è stato principalmente messo in risalto il problema dei colleghi  precari. La CISL Medici, tramite l'intervento del segretario nazionale Dott. Maurizio Zampetti,ha puntualizzato al dott. Palumbo la necessità inderogabile di mettere in cima all' agenda la stabilizzazione   dei colleghi precari che sono ormai la struttura portante di servizi nevralgici come l'emergenza urgenza.Tutte le altre sigle sindacali hanno condiviso il pensiero della nostra delegazione. Il commissario ad acta ha ringraziato tutti per gli interessanti spunti sorti dalla discussione e si è impegnato a "riflettere" su quanto emerso ed ai portare questo programma di lavoro già nei prossimi incontri che avrà con i direttori generali delle varie ASL e con i ministeri competenti. Siamo fiduciosi che nonostante il  poco tempo a disposizione del commissario, visto che tra circa 2 mesi ci sarà un nuovo presidente della Regione, la competenza e la cordialità del dottor Palumbo riuscirà a definire un nuovo percorso virtuoso e risolutivo per i tanti problemi della sanità della nostra Regione.
Un caro saluto a voi tutti.
Luciano Cifaldi 

 

Vi comunico che a poche ore dall'invio della nota relativa ai Colleghi precari della Asl H alcuni organi di stampa hanno già riportato integralmente il mio intervento. Lo comunico a voi tutti con l'auspicio che si possa giungere ad una soluzione del problema anche grazie alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica.  

9 gennaio 2013

 

Carissimi tutti, eccovi la mail che ho appena inviato ai direttori ed alle redazioni romane dei pricipali giornali, alle testate locali ed alle agenzie giornalistiche, ai candidati alla presidenza della giunta regionale del Lazio, agli esponenti politici regionali ed ai partiti.

Se avete qualche ulteriore canale personale per sollecitarne la pubblicazione ve ne sarei grato. Da parte mia in sede di Intersindacale, venerdi sera, chiederò a tutti i segretari regionali delle OO.SS. di sostenermi in questa battaglia.

Vi chiedo di interessare eventuali riferimenti politici (peraltro siamo sotto elezioni). Io cerherò di prendere contatti con il Comissario alla sanità del Lazio Dott. Filippo Palumbo confidando che abbia modalità comportamentali diverse da chi lo ha preceduto.  

Confermo la disponibilità della segreteria a sostenere le iniziative legali per una causa pilota da parte dei Colleghi iscritti alla Cisl Medici.  Battaglie del genere possono anche non vederci vincitori ma se abbassiamo la testa prima o poi ognuno di noi rischierà di essere il protagonista di storie amare come questa ed allora, magari, potrà anche avere conforto nel sapere che qualcuno rimane al suo fianco

Gentile Direttore, nell’autentico marasma che sta vivendo la sanità del Lazio tra tagli di posti letto, chiusure annunciate di interi reparti, riduzione di servizi ai cittadini ed ai malati, la politica, quella con la p minuscola, sembra voler continuare a dare il peggio di sé. Se da un lato si leggono notizie di nuove nomine di direttori nelle Asl dall’altro rimangono  sconosciute al grande pubblico quelle storie di varia umanità e di grande professionalità che non fanno notizia fino a quando non sperimentiamo sulla nostra pelle l’impatto devastante che possono avere le miopi scelte di quanti parlano di programmazione sanitaria stando comodamente seduti dietro una scrivania.Ultimo (ultimo?) caso. Il decreto dell’ex commissario Bondi esclude esplicitamente dalla proroga dei “precari” al 31 luglio 2013 i Medici titolari di un incarico ex art. 15 septies del D.Lgs 502/92.

Se prendiamo l’esempio della Asl Roma H, con sede ad Albano, si tratta di 16 Medici di cui 7 prestanti servizio in varie discipline (otorino, ortopedia, neuropsichiatria infantile, ginecologia, nefrologia e laboratorio analisi) e ben 9 operanti nei vari Pronto Soccorso aziendali. Medici pertanto che lavorano in prima fila, magari gli stessi che hanno prestato competenti cure anche a qualcuno tra i nostri amici e congiunti e che, a far data dal 1 febbraio 2013, saranno mandati definitivamente a casa.

Certo una piccola goccia nel mare “magno” della sanità (magno forse inteso non come verbo romanesco….), piccole storie personali che però faranno la differenza quando, a causa della carenza di personale, i Pronto Soccorso ed i servizi saranno sguarniti ed i malati saranno costretti a rivolgersi a strutture sempre più distanti magari compromettendo ulteriormente e seriamente la propria salute.

Un piccolo caso forse ma con possibili gravi ripercussioni sulla vita di ognuno di noi.

 

Gentile Direttore, gli organi di stampa e di informazione sono sempre attenti ai reali problemi della sanità del territorio. Le chiedo se è possibile aprire una finestra per guardare ciò che sta accadendo nella Asl Roma H.

Cordiali saluti.

9 gennaio 2013    

Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio, ma soprattutto Medico.

 

29 dicembre 2012

Questa sera il commissario Bondi ha firmato il decreto che proroga i Colleghi  precari al 31 luglio 2013. E' una buona notizia anche se lo è solo parzialmente considerato che Bondi ha ritenuto di non convocare le organizzazioni sindacali in dispregio alle più elementari regole democratiche. Le nostre continue mobilitazioni e manifestazioni hanno comunque sortito questo effetto. Ora continueremo a vigilare affinchè vengano meno i propositi di chiusura di interi reparti ospedalieri nella sanità pubblica. A seguire troverete anche le dichiarazioni di Roberto Chierchia, responsabile della sanità per la Funzione Pubblica della Cisl di Roma. Insieme a lui e ad altri amici come Marco Giobbi, la nostra federazione Cisl Medici Lazio ha condiviso e portato avanti tutte le iniziative di proposta e di protesta realizzate ad oggi e che hanno visto la numerosa e convinta adesione da parte degli iscritti alla Cisl. In altri ospedali come il San Filippo la "guardia" resta sempre molto alta e vede il Collega Imperoli, segretario romano, tra i promotori di ogni utile iniziativa atta ad evitare il depauperamento di questo prestigioso ospedale. Non abbasseremo i livelli di guardia. Peraltro dovremo interrogarci sul ruolo attuale e futuro del commissario Enrico Bondi: infatti questo "tecnico" secondo una dichiarazione di Mario Monti riportata oggi da molti quotidiani,sembra debba essere colui che valuterà "pendenze penali ed eventuali conflitti di interesse" nell'ambito della lista che si presenterà alle prossime elezioni politiche richiamandosi al dimissionario Presidente Monti. Dunque colui che da tecnico è stato chiamato a gestire (?!?) la sanità del Lazio dall'allora Governo Monti oggi sembra diventare un uomo di parte e perdere quella terzietà ed indipendenza di giudizio che si dovrebbe chiedere (e pretendere) ad un tecnico. Staremo a vedere.

20 Dicembre 2012

Fiaccolata di protesta davanti al ministero dell' Economia.

 

Ecco la lettera che la Cisl Medici Lazio, unitamente ad altre associazioni ed organizzazioni sindacali ha inviato al Prefetto di Roma, al Presidente della Repubblica e ad altre Autorità istituzionali.
Dopoil corteo del 27 ottobre, dopo la manifestazione sotto la Regione lazio dell'11 dicembre, dopo la fiaccolata di ieri 20 dicembre davanti al Ministero dell'Economia continueremo a manifestare contro la distruzione della sanità pubblica. Queste sono le nostre possibilità e le nostre armi civili contro quanti hanno in dispregio le basilari regole democratiche.

 

11 dicembre 2012. Davanti alla sede della Regione Lazio. La Cisl Medici è presente. Per il diritto alla salute. Insieme ai cittadini ed ai lavoratori. Per la stabilizzazione dei precari. Per la salvaguardia del servizio sanitario pubblico.

 
Cari Colleghi, di seguito il manifesto della manifestazione unitaria di martedi 11 dicembre sotto la sede della Regione Lazio sulla Cristoforo Colombo. Non spreco troppe parole per sottolineare l'importanza di una presenza numerosa sotto gli uffici del commissario di governo Bondi. La gravità della situazione è nota a voi tutti e spero sia nota anche a tutti quei Colleghi, troppi, che vedono il sindacato come qualcosa di inutile, a tutti quei colleghi che non ritengono di dare forza ai sindacati (qualsiasi sindacato) e che pensano che debbano essere sempre gli "altri" a togliere le castagne dal fuoco . Siamo realisti: ormai è rimasto solo il mondo sindacale, tutto il mondo sindacale, a cercare di fare rispettare l'abc della democrazia e del confronto. Il silenzio delle Istituzioni e dei partiti, scrivevo pochi giorni fa, è assordante, direi letale. Ancora poco tempo ed il servizio sanitario pubblico sarà un ricordo del passato. Pensiamoci e cerchiamo di essere presenti martedi 11. Facciamo quello che possiamo fare di fronte ad eventi che ci stanno travolgendo, tanto scappare non servirebbe a nulla.
Un saluto a voi tutti. Luciano Cifaldi

 

 

 

NEWS  PRECARI

Oggi mercoledi 28 novembre 2012 si è svolta presso la sede Enpam di via Torino a Roma la conferenza stampa delle organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria e del comparto. Erano presenti anche le associazioni datoriali. La Cisl Medici era rappresentata dal segretario regionale Dott. Cifaldi. Grande è la preoccupazione degli intervenuti sul silenzio assordante, quasi tombale, delle Istituzioni relativamente alla riorganizzazione della rete ospedaliera e dei presidi territoriali. È stata altresì sottolineata la problematica dei precari, circa 3500 nel Lazio, che rischiano di perdere il lavoro il prossimo 31 dicembre. In assenza di risposte concrete ed immediate da parte del commissario Bondi e della classe politica che lo ha voluto e lo sostiene prenderemo iniziative forti a tutela del Servizio Sanitario Regionale. Non vogliamo che il servizio sanitario pubblico finisca al collasso. Non vogliamo che i precari rimangano soli ed abbandonati a se stessi. La classe politica deve intervenire perché, diciamolo chiaramente, i cosiddetti tecnici rispondono ai politici. Niente alibi: tagliate gli sprechi, tagliate le consulenze, tagliate il continuo saccheggio delle risorse publiche ma non tagliate le PERSONE. Ricordiamolo alle prossime elezioni.

 

GRANDE SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DEL 27 OTTOBRE 2012

E' stata una giornata bellissima, che ha visto una grande affluenza di colleghi di tutte le sigle sindacali. La CISL medici ha dato una grande prova di sensibiltà e partecipazione. Il corteo con in testa lo striscione della CISL medici Lazio ha avuto un seguito di coloratissime bandiere: da tempo non si vedeva tanta partecipazione. Anche il Meteo che era previsto piovoso, è stato bellissimo. Grazie a tutte le colleghe e  colleghi della partecipazione e dei tanti sorrisi che hanno dispensato ai passanti ricevendo in cambio applausi a conferma che la manifestazione non era contro qualcuno ma eravamo li per manifestare in favore della salvezza del Servizio Sanitario Nazionale. E' stata una grande prova di civiltà, partecipazione e senso di appartenenza. A seguire troverete qualche immagine.

IMPORTANTISSIMO!!! MANIFESTAZIONE NAZIONALE 27 OTTOBRE 2012

 

Rassegna Stampa

Da "CONQUISTE DEL LAVORO" del 22 febbraio 2012

 

Pronto soccorso, se la politica latita pagano lavoratori e cittadini

IL CASO

di Luca Tatarelli

A rileggere oggi la situazione dei pronti soccorso di Roma e nel Lazio non si può restare meravigliati. Perchè l'emergenza nella Capitale è ormai divenuta strutturale da oltre quattro anni. Basti pensare al "Barella Day" del 2009, del 2010 e del 2011 organizzati nei diversi pronti soccorsi capitolini (in primo luogo al San Giovanni). In un documento redatto da Tommaso Ausili, segretario generale della Cisl del Lazio, Luciano Cifaldi, segretario generale Cisl Medici Lazio e da Mauro Giuliattini, reggente della Cisl Funzione Pubblica Roma, si analizza proprio la storia di questo vecchio male che inquina la sanità.  "La gestione del sistema emergenza-urgenza della nostra regione - scrivono i tre sindacalisti - è stato concepito a metà degli anni '90". All'epoca, infatti, furono istituiti i Dipartimenti emergenza e accettazione (Dea) sia di primo che di secondo livello. Il primo livello garantisce oltre alle prestazioni di pronto soccorso anche quelle di osservazione e breve degenza, di rianimazione e deve inoltre garantire interventi diagnostico-terapeutici. Sono inoltre assicurate prestazioni di laboratorio di analisi chimico-cliniche e microbiologiche, di diagnostica per immagini e trasfusionali. I Dea di secondo livello, oltre alle prestazioni formite dai Dea di primo livello, assicurano funzioni di più alta qualificazione legate all'emergenza. Da oltre 20 anni, però i Dipartimenti, il sistema non è stato più aggiornato se non con provvedimenti, rimasti pressoché lettera morta. Gli attuali sei Dea di secondo livello, realmente funzionanti, e non di quelli dichiarati attivabili dal 2012, continuano ad insistere tutti a Roma e tutti all'interno del raccordo anulare. Questo dato la dice lunga sui ritardi che il sistema ha accumulato, rispetto alla evoluzione demografica ed urbanistica che ha avuto negli anni la Capitale. Mentre i dati, riferiti al sistema di emergenza-urgenza e quindi agli accessi ai pronti soccorso, risultano essere in calo sono in aumento i ricorsi ai casi meno gravi. Ma lasciamo parlare la statistica. Nel 2009, il totale degli accessi di tutti gli ospedali sede di pronti soccorso con Dea di primo e secondo livello sono stati 2.134.953 di cui 28.388 codice rosso (1.33%), 378.168 codice giallo (17.71%), 1.535.835 codice verde (71.94%), 180.842 codice bianco (8.47%) e 11.726 non eseguito (0.55%). Nel 2010 si registra un aumento di accessi (2.080.472). Di essi 30.680 erano in codice rosso (1.47%), 394.861 in codice giallo (18.98%), 1.494.525 in codice verde (71.84%), 155.834 in codice bianco (7.49%) e 4.573 non eseguito (0.22%).  Per la Cisl le attuali carenze sono da tempo note a tutti coloro che a vario titolo si occupano di programmazione sanitaria. Infatti, il decreto 73 del 2010 che riordinava la rete di emergenza aveva cercato di dare risposte alle quali non è stato dato alcun seguito in termini di interventi organizzativi e gestionali mirati. La Cisl regionale, la Cisl Medici e la Cisl Fp del Lazio denunciano le principali criticità: eccessivo ricorso al 118 anche per casi di non reale emergenza, per carente o mancata risposta da parte della medicina generale e degli altri servizi distrettuali; bassa medicalizzazione dei mezzi del 118 (accumulata nel tempo) con l'87% dei mezzi ha dotazione di base e solo il 13% è medicalizzata; mancata disattivazione dei pronti soccorso presso i piccoli ospedali che potrebbero continuare a mantenere la funzione di primo intervento; disomogenea distribuzione dei Dea di primo e secondo livello livello. Ed ancora: assenza di Dea di secondo livello nelle province e nelle aree più popolose dei quadranti di Roma (uno su tutti: quello riferito a sud e sud est); mancata attivazione dei posti letto di osservazione breve anche se previsti da una delibera regionale del 2007; carenza di posti letto di area medica, stazionamento prolungato di mezzi di soccorso all'interno dei pronto soccorso (per note carenze organizzative); inerzia da parte di molti direttori generali (dal 2008 ad oggi) nel procedere all'attuazione dei provvedimenti regionali; assenza di piani aziendali pluriennali anche per la mancata predisposizione degli atti aziendali ovvero la mancata approvazione degli stessi. Per il sindacato, dunque, va potenziata la rete di emergenza e riorganizzata la rete regionale come previsto in particolare dal decreto 73 del 2010. Vanno attivati 205 posti letto di osservazione breve intensiva con particolare riferimento agli ambiti territoriali che presentano maggiore sofferenza rispetto al rapporto popolazione/posti letto per malati acuti (quadrante sud-sud est di Roma). Va reso operativo il Dea di secondo livello con l'assegnazione di personale e di risorse finanziarie al Policlinico Tor Vergata di Roma, a Latina, Frosinone e Viterbo, va attivato un pronto soccorso al Campus Biomedico di Roma. Si deve anche mettere mano al personale con assunzioni, seguendo i limiti del turn-over non per singola struttura ma al livello regionale, completando il processo di stabilizzazione dei precari che operano da anni all'interno delle strutture.  L'analisi dei dati statistici delle prestazioni di pronto soccorso evidenzia il massiccio arrivo dei codici meno gravi come il bianco. Per questo, dicono Ausili, Cifaldi e Giuliattini, va potenziata la rete dei medici di medicina generale attraverso convenzioni con le Asl per la gestione dei codici bianchi. Occorrono, infine, riforme strutturali e di sistema quali la separazione delle funzioni tra Asl ed ospedali, affidando ai Dea di secondo livello la gestione funzionale dei posti letto per malati acuti "afferenti nell'ambito del rispettivo territorio (anche dei posti letto delle strutture accreditate e convenzionate)". Sul ruolo dei medici di famiglia interviene anche Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum. "È urgente - dice - una revisione delle competenze dei medici di famiglia con ampliamento anche degli orari di ricevimento ed una maggiore informazione sul servizio di guardia medica". Il pronto soccorso deve essere solo un luogo deputato alle emergenze. "I medici di famiglia - aggiunge Giordano - fungano da filtro tra paziente e strutture sanitarie. Se i pronto soccorso degli ospedali vengono presi d'assalto è perché manca una corretta regolamentazione del servizio svolto dai medici di famiglia". Orario ridotto di ricevimento, irreperibilità del medico di base oltre determinati orari, sono tra le principali cause di affollamento degli ospedali da parte dei pazienti per avere assistenza. "A nulla è valso introdurre il ticket sul codice bianco per evitare di intasare i pronto soccorso - prosegue il segretario generale dell'Adiconsum - e questo perché difficilmente i medici chiamati ad assegnare i codici si prendono la responsabilità di assegnare un codice bianco". Ma a chi imputare le carenze nella gestione sanitaria. Biagio Papotto, segretario generale della Cisl Medici, punta il dito sui tagli delle Finanziarie, sui piani di rientro economico, sulla regionalizzazione della sanità, dove ogni Regione organizza il sistema a modo suo. In una parola sulla politica. I posti letto per malati più gravi vengono ridotti, il personale che va in pensione non viene sostituito. "Ogni giorno nei pronti soccorso - conclude Papotto - medici ed infermieri vengono mandati allo sbaraglio, salvando il salvabile". "E intanto - dichiara Luciano Cifaldi, segretario generale della Cisl Medici del Lazio - mentre la magistratura sta indagando e la stampa giustamente informa i cittadini, due medici del Policlinico Umberto I di Roma sono stati sospesi e dati in pasto all'opinione pubblica, additandoli di fatto come i responsabili di un disastro organizzativo che ha origini antiche". "Ma davvero certi attori della politica, con le loro manfrine e le loro inadempienze - si domanda Cifaldi - pensano di potere ancora una volta nascondere le proprie responsabilità scaricandole sui due medici del Policlinico? Ma davvero qualcuno crede di poter continuare ad ingannare i cittadini sollevando cortine di fumo ed utilizzando gli operatori sanitari, in primo luogo i medici, come facile capro espiatorio per colpe che non ci appartengono?". "Dovevano sospendere - conclude Papotto - non i due medici ma dovevano mandare a casa tutti i direttori generali nominati dalla politica che organizzano la sanità non rispettando i principi dei livelli essenziali di assistenza".

 

rassegna del 02/02/2012

rassegna del 24/01/2012

di seguito l'intervista al Corriere della Sera del 3 gennaio 2011 di Tommaso Ausili, segretario generale della CISL Lazio, esperto conoscitore dei problemi della sanità e da sempre vicino alla nostra categoria della CISL Medici

 

CRISI & SACRIFICI

«Regione, per i politici ancora troppi privilegi»

Tommaso Ausili, Cisl: «Vitalizi anche ai consiglieri mai proclamati. Meno consulenze per finanziare l'assunzione dei precari»

CRISI & SACRIFICI

«Regione, per i politici ancora troppi privilegi»

Tommaso Ausili, Cisl: «Vitalizi anche ai consiglieri mai proclamati. Meno consulenze per finanziare l'assunzione dei precari»

ROMA - «I costi e i privilegi della politica possono e devono essere ridotti ancora. La governatrice Polverini ha fatto alcune cose molto positive. Ma c'è ancora molto da fare»: parla Tommaso Ausili, nuovo segretario generale della Cisl Lazio.

 

Tommaso AusiliTommaso Ausili

L'assegnazione dei vitalizi agli assessori esterni ha scatenato polemiche a non finire. È solo demagogia, come dice la maggioranza? «No. Non è demagogia. La decisione di rinviare alla prossima legislatura l'abolizione dei vitalizi dei consiglieri regionali già di per sé non è opportuna, visto che i sacrifici che si chiedono ai cittadini e alle imprese sono non solo immediati, ma in alcuni casi addirittura retroattivi. La scelta poi di estendere i vitalizi agli assessori esterni è sbagliata, inaspettata e anche un po' arrogante».

 

Il Pdl sostiene che il Lazio si è adeguato alla normativa di altre Regioni... «Sì, ma le altre Regioni non hanno la situazione drammatica di bilancio che c'è nel Lazio. Alcuni privilegi sono assurdi e inaccettabili».

Qualche esempio? «C'è addirittura una norma che prevede per i consiglieri eletti ma non proclamati (per irregolarità, problemi amministrativi, ecc) la possibilità, pagando 59 euro al mese per l'intera legislatura, di ottenere al termine della stessa legislatura il vitalizio da oltre 3.500 euro al mese. Versando poco più di 700 euro all'anno per 4 o 5 anni possono ottengono una ricchissima rendita a vita a spese della collettività».

Qualcuno sta usufruendo di questa norma? «Nell'attuale legislatura ci sono tre consiglieri eletti e non proclamati».

E stanno versando i 59 euro al mese per ottenere poi il vitalizio? «La Regione non fornisce queste informazioni».

Dove altro si annidano gli sprechi in Regione? «Sempre per quanto riguarda i consiglieri, c'è la vergognosa norma che concede rimborsi benzina da diverse centinaia di euro al mese per recarsi da casa in Regione. A nessun lavoratore viene concesso il rimborso benzina da casa al lavoro. Perché i consiglieri devono averlo? E poi alcuni consiglieri incassano il rimborso senza nemmeno avere la macchina».

Altri sprechi? «Il nostro ufficio studi ha appena finito di analizzare i bilanci degli ultimi 7 anni e nella sanità abbiamo verificato una spesa di 780 milioni in consulenze spesso di carattere non sanitario. Qui bisognerebbe tagliare con le forbici e investire i soldi risparmiati per assumere infermieri e medici che lavorano con contratti precari da anni».

Altri interventi per recuperare risorse? «La lotta all'evasione di bollo auto e ticket: ogni anni vengono evasi circa 140 milioni di euro. Ci sono migliaia di persone che usufruiscono illegittimamente dell'esenzione dai ticket sanitari: basterebbe applicare il redditometro per smascherare i furbi».

Che cos'altro chiedete alla Regione per rilanciare l'economia e l'occupazione? «Bisogna sfruttare al meglio le risorse disponibili, come per esempio i fondi europei, con procedure trasparenti e rapide, legando i finanziamenti, dove disponibili, a progetti che creino occupazione e sviluppo».

 

 

Perche' Cisl Medici?

Perchè la Cisl unisce:

nella solidarietà
nel pubblico interesse;
per le persone;
per le persone malate;
per la tutela dei diritti della categoria medica.

 

 

 

 

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